giovedì 22 aprile 2021

ti auguro di avere tutto quello che di bello c'è nella vita. e sicuramente anche di più.

ti auguro di avere tutto quello che di bello c'è nella vita.
e sicuramente anche di più. 

ti auguro di respirare il cielo terso di San Candido nelle giornate più fredde e limpide, 
di sentirti le guance ghiacciate da una corsa  per rincorrere un amico 
e di scoprire le ginocchia sbucciate, anche se non te ne eri accorto. 

ti auguro di trovare nel mare ogni risposta quando le domande affolleranno i tuoi pensieri, 
di chiedere la pioggia di un temporale quando il caldo afoso ti toglierà il fiato 
e di farti scompigliare i capelli e i pensieri dal  vento, senza sentire fastidio. 

ti auguro di avere un amico pronto a tenerti la mano quando andrete in gita scolastica, 
di prendere una nota di biasimo per aver chiacchierato e riso troppo, che forse ti costerà un piccolo castigo ma vuoi mettere quanto è bello ridere in classe? 
e di ricevere il giocattolo che sognavi tanto, perché Gesù Bambino ha letto per bene la tua letterina. 

ti auguro di voler realizzare nuovi sogni, sempre diversi tra loro e ciascuno importante,
di farti ispirare da brillanti illusioni e nuovi obiettivi 
e di conquistare ogni giorno qualcosa di inaspettato: la zampa che Ziggy ti darà quando gliela chiederai, un sapore di cui proprio sai che non potrai più farne a meno e un brillante voto a scuola in matematica, del tutto inaspettato. 

ti auguro di innamorarti perdutamente di una ragazzina irraggiungibile, così quando la conquisterai la vittoria sarà doppia, 
di piangere senza vergogna quando qualcosa sarà così brutto che proprio non riuscirai a tenerti tutto dentro 
e di respirare forte quando ti sentirai così felice che ti scoppia il cuore e avrai la sensazione di fare scorta di quell'aria per un po'. 

ti auguro di saper chiedere sempre agli occhi dolci della mamma un bacio in più per iniziare la giornata, 
di ricevere la telefonata del tuo papà che ti dice "molla tutto, andiamo a fare un giro in macchina" 
e di gustarti l'atmosfera di quando andremo tutti allo stadio. 

ti auguro di assaggiare cose sempre nuove senza perdere lo stupore ogni volta, siano esse persone, pietanze ed esperienze, 
di ascoltare musica trovando nuovi significati sulla stessa canzone, a seconda del momento, del posto e della compagnia 
e di scegliere cosa bere in base ai brindisi da fare, successi, vittorie e sconfitte. 

ti auguro di guardare sempre avanti senza avere troppa paura, 
di avere la certezza che qualsiasi cosa accada ci saranno tante persone pronte a lottare con te
e di sorridere sempre e in ogni momento, come ha sempre fatto chi portava il tuo nome prima di te. 

ti auguro estati infuocate e inverni gelati, 
concerti assordanti e albe silenziose, 
pizzate con gli amici e sushi solo in due, 
24 dicembre in famiglia e Pasquetta a grigliare, 
aperitivi prima di pranzo e limoncini dopo cena, 
la paura della maturità e l'emozione del primo viaggio in macchina.

ti auguro l'amore, l'amicizia, la passione, l'emozione, il coraggio e la paura.
ti auguro sogni, desideri, illusioni, pensieri e sapori. 
ti auguro baci, abbracci, sorrisi, lacrime e sospiri. 
ti auguro la Sampdoria. 

ti auguro di avere tutto quello che di bello c'è nella vita.
e sicuramente anche di più. 

con amore infinito, 
zia Tod 






sabato 27 marzo 2021

quanto tempo abbiamo, a disposizione?

quanto tempo abbiamo, a disposizione? 
non lo so, nessuno lo sa. 

quanto tempo per progettare un futuro, 
scegliere una casa per cominciare una vita nuova
e dire "ciao, ti voglio bene" prima di uscire di casa? 

quanto tempo per cercare di migliorarci, 
fare quella telefonata che troppo spesso si rimanda
e godersi una serata folle con gli amici per ridere, scherzare e ridere ancora? 

quanto tempo per cambiare colore di capelli, 
rivivere un ricordo felice attraverso vecchie foto 
e spegnere quel dannato telefono per ascoltare, assaporare e guardare la realtà senza filtri?

quanto tempo per stendere il carico della maledetta lavatrice, 
imparare una lingua che non si conosce 
e prenotare una cena per due in un ristorante che ci incuriosisce da tempo? 

quanto tempo per crescere, 
innamorarsi 
e sognare? 

quanto tempo abbiamo a disposizione? 
non lo so, nessuno lo sa. 

il sorriso di chi va via, illuminerà sempre il cammino di chi resta:
questa, sì, è l'unica cosa che so. 

lunedì 21 dicembre 2020

chissà, chissà domani su che cosa metteremo le mani

ciao Adri, 
l'altro giorno sarebbero stati 69, eh? e sai che ti dico? 
che ti avrei preso in giro talmente tanto che probabilmente mi avresti mandato a quel paese, 
salvo poi ridere con me. 

chissà come avresti affrontato tu, questo indimenticabile anno: se ti saresti incazzato ogni tanto, se ci avresti video chiamato tutti i giorni pur non sapendo usare bene l'iPhone e se avresti affrontato il problema dal principio: con un bicchiere di vino, una sigaretta e un sorriso. come sempre. 

chissà che emozione avresti provato a tenere in braccio la tua nipotina Blue per la prima volta, maneggiandola probabilmente come un oggetto di cristallo per paura di romperla, 
che battito felice ti sarebbe scoppiato nel petto non appena avresti saputo che da qui a poco sarebbe arrivato pure un maschietto, che probabilmente avrebbe avuto il tuo nome lo stesso - magari come secondo - 
e quanto forte avresti stretto, se avessi potuto, i tuoi due ragazzi e le loro consorti, sapendo già da fin da subito che sentirti chiamare "nonno Adri" ti avrebbe fatto sciogliere come neve al sole. 

chissà come ti sarebbero girati i coglioni nei lunghi mesi di chiusura di bar e ristoranti, che a prendere d'asporto proprio non ti ci avrei visto ma magari, chissà: ci avresti stupito, 
quanti "eh, puverett" avresti detto a voce alta guardando la televisione e soprattutto ascoltando quella manica di scappati di casa che ha l'assurda pretesa di governare 
e quante volte avresti chiamato Attilio nelle terribili settimane di Bergamo per sapere se tutto andava bene. 

chissà quante lacrime di commozione ti avrebbero illuminato gli occhi guardando ogni singolo speciale per il "tuo" Diego Armando (a proposito, mettiti in coda ma ti prego parlaci prima o poi che se non capisce più un cazzo di italiano come presumo, tu sai lo spagnolo e non ha scuse), 
quanti ricordi ti sarebbero rimbalzati nella mente sentendo Cabrini parlare al funerale di Pablito e vedendo i compagni di quella Nazionale incredibile portare la sua bara 
e quante volte, mai come quest'anno, avremmo cantato "nun me rompe er ca" di Gigi Proietti. 

chissà come mi sarebbe mancato averti così a portata di mano e non poterti vedere per un bicchiere di vino, ma fai anche due o tre, per parlare di Sampdoria, 
per raccontarti che durante il lockdown, visto che non era già tutto così complicato, sono riuscita a cambiare lavoro ed entrare in una prestigiosa compagnia 
e soprattutto per presentarti l'amore della mia vita, con il quale molto probabilmente mi avresti preso in giro, dimostrazione vivente che a volte - quando ne vale la pena - avere una testa così dura premia e forse questo ti avrebbe reso orgoglioso di me. 

chissà cosa avresti pensato di questo mondo così assurdo la prima volta che ti saresti dovuto mettere in coda per fare la spesa, con guanti e mascherina, sentendoti in un brutto film, 
quanto ti sarebbe costato non abbracciare le persone a cui vuoi bene, che tu sei sempre stato così affettuoso
e che sapore avrebbe avuto il primo aperitivo insieme, magari all'aperto e con il nuovo cucciolone 
color cioccolato. 

chissà, chissà domani
su che cosa metteremo le mani... 

quest'anno ci ha tolto molto, Adri
ma credo che ci abbia dato altrettanto,
insegnandoci quello che troppo spesso dimentichiamo, nonostante tu sia stato il primo a darci la lezione: le cose davvero importanti della vita. 

... aspettiamo che ritorni la luce, 
di sentire una voce,
aspettiamo senza avere paura, domani. 

cin cin papà, 
la tua Pinato 




mercoledì 17 giugno 2020

il mio compleanno

il pre-compleanno con i ragazzi e Francesca, 
l'uovo della Bottega con Corra
il messaggio di Tod a mezzanotte spaccata
e la candela sulla tortina di Simo.

la mamma che è sempre la mamma, 
la colazione che Simona mi ha portato a casa,  
la cena con le mia B e la mia Mag
e anche chi mancava. 

i brindisi, 
il pranzo con i miei Franceschi, 
la bella (e buona) torta per me 
e spegnere la candelina con la mia baby Blue tra le braccia. 

i messaggi, 
le telefonate, 
l'affetto
e il mio giorno. 

è stato un bel compleanno, 
per cui ringrazio tutti, 
oggi perché il 17, come il 13, è un numero che amo. 
vi voglio bene



lunedì 25 maggio 2020

91 giorni

sono passati 91 giorni da quando mi sono svegliata a casa, quella vera, 
convinta di farmi una settimana o due di comodo smart working senza colpo ferire. 

91 giorni di eventi, compleanni e regali, 
di andrà tutto bene, di assurde vicinanze e di telefonate intense, 
di pensieri contorti, ritmi trasformati e nuovi valori. 

91 giorni di mancanze, silenzi e assenze, 
di presenze, persone costanti e sorrisi, 
di non voler svegliarsi perché se dormo non sento le notizie, di mangiare più pasta che mi è sempre mancata e di fuori c'è il sole e magari mi abbronzo. 

91 giorni di intolleranza, emozioni e rabbia
di nuove speranze, nuovi insegnamenti e nuove regole, 
di nervosismo verso il prossimo, di bisogno di routine e di Bergamo nel cuore.

91 giorni di caffè isolati, pranzi muti e pause sigaretta solitarie, 
di video chiamate, di riunioni frizzate e di brief da lontano, 
di non scegliere come vestirmi, forse solo se truccarmi e caso mai sotto sto in pigiama. 

91 giorni di pensieri, futuro e incertezza, 
di camminate limitate, spese eterne e obblighi inconsueti, 
di piccoli essere deliziosi che portano gioia con un grido, di gesti soffici dati e ricevuti, di consapevolezza di essere fortunata. 

91 giorni di scatti, scritti e canti,
di sonni tormentati, aperitivi riusciti e uova poché a pioggia, 
di cambiamenti forti, di abbronzature da muratore e di poter contare su molte persone. 

91 giorni a capire ancora di più che l'amore è amore, 
come del resto ho sempre sospettato.

91 giorni che hanno cambiato per sempre quello che eravamo prima.

però il Negroni ha lo stesso sapore di sempre: 
allora chissà... magari anche il dopo non sarà poi così male. 







domenica 17 maggio 2020

ci pensate anche voi, al prima?

dico, ci pensate anche voi al prima ora che forse le cose torneranno a una strana normalità, per voi e per tutte le persone a cui volete bene? 

ci pensate se invece, sfortunatamente così non fosse - o non del tutto - a quanto siano stati duri questi mesi per chi sa che non potrà più abbracciare chi gli era caro, e a quanta fatica si sia provata a vivere alcune emozioni a distanza? e a chi eravamo prima, tutti noi?

ci pensate a come siamo cambiati, piano piano, ogni singolo giorno della nostra vita? 
alle priorità che abbiamo rivisto di colpo, talvolta impreparati ad accoglierle nonostante così tanto sicuri di noi stessi?

ci pensate a come era facile abbracciarsi, bere dallo stesso bicchiere e ridersi addosso, ora che ancora non sappiamo quando sarà possibile farlo davvero di nuovo? 
e al peso di ogni abbraccio non dato, di ogni bicchiere non condiviso e di ogni sorriso trattenuto?

ci pensate al primo bacio che avete schioccato a una persona che non vedevate da mesi, al cuore in gola e all'emozione trascinante rispetto a quanto fosse così normale e ordinario farlo? e, rispetto a prima, non trovate più magia?

ci pensate a come avete affrontato la lontananza, la paura, la solitudine e la voglia di dare? 
ai mezzi che prima odiavate, come foto di piatti e videochiamate, che vi hanno permesso di non impazzire mentre il mondo chiariva il nostro miserrimo ruolo nel corso della storia?

ci pensate a come era facile scoraggiarsi di un nulla, chiudersi in silenzi profondi, starsene a casa senza salutare e non pensare agli altri? e a come questo sia cambiato travolgendo le nostre vite, vista la voglia di conoscersi, uscire e condividere? 

ci pensate a quando avete iniziato a stabilire che se esco, lo dico che a chi mi è vicino serve qualcosa forse, o magari chiacchiero un po' con lui o lei che è da solo o sola e chissà, se va bene offro un bicchiere di vino?

ci pensate a quante cose fossero scontate, come attraversare una regione per un pranzo e un abbraccio, tenere tra le mani un neonato e stringere forte le persone che ami? 

ci pensate a quanti regali, dediche e pensieri ci siamo fatti in questi mesi di paura, incertezza e distanza dimostrando il meglio di noi stessi, quello che a volte non viene fuori mai?

ci pensate a quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole?
ma ci pensate che forse, ora, siamo un po' tutti migliori, consapevoli e altruisti? 

ci pensate a quello che non daremo mai più per scontato come prima e come spero faremo dopo?
io sì. soprattutto le persone.