lunedì 16 aprile 2018

tutto il resto è mancia (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta con contributo inconsapevole di F. De André)

- Kevin, ho trovato una canzone che mi descrive o, meglio, mi ha descritto per moltissimo tempo.  

- ah, sì? avanti, sentiamo la tua ennesima cagata, suppongo dettata dalla tua inguaribile smania di protagonismo. 

- ma senza che gli altri ne sappiano niente, 
dimmi senza un programma, dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto 
da volerti portare al dito, 
farai l'amore per amore 
o per avercelo garantito
(...)
continuerai a farti scegliere
o, finalmente, sceglierai. 

- figa, non solo esageri come al solito, ma scomodi pure De André. 
tu sei le ultime due righe, comunque. tutto il resto è mancia. 


mercoledì 28 marzo 2018

credo fermamente in te (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)

- dimmi che andrà bene così poi me ne vado. 

- certo che andrà bene, non ho alcun dubbio. 
contrariamente a ogni pronostico credo fermamente in te. 



lunedì 19 marzo 2018

ecco come ci si sente

sai come ci si sente?

ci si sente come quando sei fatto di bonza, anche se in realtà non lo so perché non mi sono mai fatta di bonza, e passi da sentirti superiore a quell’agglomerato di merda umana composta da due persone a deprimerti fino allo stremo delle tue forze se pensi che lei, l’altra, non vale una doppia punta dei tuoi capelli.

ecco come ci si sente.

ci si sente in balìa di un mare forza 9 senza però Maracaibo e le nacchere,
in un mulinello del lago di montagna senza l’accompagnatrice della gita che ti prende per mano o, che ne so, nel mezzo di una rovinosa caduta con gli sci che la neve ti si getta in bocca e nel naso senza lasciarti respirare.

ecco come ci si sente.

ci si sente sempre tristi, spesso idioti e mai felici,
ingiustamente rimpiazzati, vigliaccamente abbandonati e teneramente piccoli,
necessariamente soli, fortemente delusi e fottutamente incazzati.

ecco come ci si sente.

io lo so come ci si sente, lo so molto bene, ci sono passata almeno un paio di volte con rara violenza e, volendo ampliare un po’ il raggio degli stronzi che ho incontrato, fai pure un paio di più con meno intensità. 

ci si sente una merda. ecco come ci si sente.

c’è un’altra cosa però. arriverà il giorno, persino dopo anni e anni, in cui sarai tu a sentirti rimpianto, bramato e voluto, eccome se arriverà. 
potrebbe arrivare persino dopo 7 anni, un figlio non tuo e lunghi periodi di silenzio.

e sai come ci si sente? da dio.

ecco come ci si sente.

lunedì 19 febbraio 2018

lode a voi, uomini

a voi kebabbari turchi, 
portuali genovesi, 
pescatori siciliani 
e camionisti bulgari. 

a voi sommozzatori toscani, 
pizzaioli egiziani, 
fioristi pakistani
e muratori bergamaschi. 

a voi palestrati ucraini, 
tranvieri milanesi, 
parcheggiatori romani 
e vecchi ubriaconi estoni. 

a voi contrabbandieri napoletani, 
gangster canadesi, 
surfisti australiani
e pokeristi marchigiani. 

a voi barman di qualunque posto del mondo, 
contadini altoatesini, 
maestri di tennis palermitani
e cuochi senegalesi. 

a voi che quando ci sentiamo degli inutili cessi 
ci dite "ciao bella", fischiate al nostro passaggio o ci sorridete con intesa, 
grazie. 

lunedì 5 febbraio 2018

dell'amicizia, quella vera (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)

- ti ascolto e basta, non dico niente. 

- la parte migliore è che tu non devi dire niente, devi solo tener botta: 
è l'unica cosa che ti chiedo e sei l'unica persona a cui lo chiedo. 

- lo so. infatti la tengo 'sta botta, come vedi. 

- e non sai quanto te ne sia grato, davvero. 

- non devi. sono la tua amica del cuore, no?

- no, tu sei un pezzo del mio cuore. è diverso. 

- vuoi farmi piangere? 

- ti aspettavo al varco. comunque sarebbe un pianto buono quindi vedi di non lamentarti, almeno questa volta. 

- e sticazzi? 

- bla, bla, bla. poi sai come dico sempre, no? 
meglio far piangere di far cagare. 


lunedì 15 gennaio 2018

riflessione conclusiva che segue sgomento iniziale dopo incauta interazione con ex


gli ex è giusto che se ne stiano per i cazzi loro: 
lì, a fanculo dove li ho mandati una volta che sono guarita, perdio. 

sabato 30 dicembre 2017

buon anno (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)

- no, Kevin: non è stato un anno qualunque. 
io ho fatto tanto, tanto per cambiare. 

ho dato le dimissioni registrando il mio ex capo perché certa degli insulti che mi avrebbe berciato contro, 
ho portato comunque a termine i suoi progetti con responsabilità e senso del dovere che sono stati ripagati con una discreta montagna di merda
e ho pianto per rabbia, dispiacere e nostalgia. 

ho impacchettato la mia vita e cambiato città, lavoro e casa, 
ho abbracciato il nonno Franco così forte che forse, per una volta, sono stata io a fargli mancare il fiato
e ho passato la notte più bella della mia vita, con quello che poi si è dimostrato essere un gran pezzo di merda, vero, ma quel momento non me lo porta via nessuno.

ho consolidato tutto le amicizie, quelle che contano tanto perché strette in età adulta, 
ho organizzato una festa di addio a Bolzano abbandonandola anzitempo
e ho vinto due derby. 

ho avuto la fortuna di capitare in un ambiente per cui ho stretto subito con i colleghi, alcuni dei quali sono diventati amici, 
ho seguito la mia amica Mimmi nella nascita del piccolo Burkhard
e ho partecipato, da lontano prima e festeggiando dopo, al matrimonio del mio Nucs con Francesca. 

ho fatto una vacanza durante la quale, oltre a bere molto Champagne, ho imparato ad aprire e chiudere le chiuse dei canali e a sollevare i ponti levatoi, mica cazzi per intenderci, 
ho imparato a consolarmi da sola quando non riesco a dormire e ho gli incubi, 
ho accolto le mie amiche a Milano per il nostro solito week end di bellezza. 

ho riabbracciato Ste durante una serata di rara intensità con la Caro e la Valli, 
ho avuto l'ardire di mettermi le cuffie in discoteca per sentire un messaggio vocale, tanta era l'urgenza di ascoltare la sua voce 
e ho visto concerti incommensurabilmente intensi, tipo Guns 'n' Roses, Rolling Stones e Cigarettes After Sex. 

ho scritto un libro, 
ho fatto qualche brutta figura 
e ho vinto il torneo aziendale di calcio balilla. 

- cristo santo, come sei autocelebrativa. 
e comunque ti dimentichi due cose di fondamentale importanza: 
1. non hai trovato uno straccio d'uomo fisso neppure quest'anno; 
2. non hai mai smesso di sfrangiarmi la minchia.
buon anno, puttanella. 

- buon anno, stronzo.