- sai che ricordo la questione delle ricette come uno dei momenti più belli della mia storia recente?
- di quali cazzo di ricette parli, di grazia?
- tu che per farmi mangiare mi mandavi una ricetta al giorno, io la cucinavo e la sera ti mandavo una foto.
- l'avevo rimosso, completamente rimosso. sono davvero capace di fare gesti così teneri?
- se è per questo sei anche venuta a prendermi in stazione con un bicchiere di vino bianco a mezzanotte: sì che sei capace. devi solo ricordartelo.
"se non fai ordine nella tua testa, non riuscirai mai a fare ordine nella tua vita". sia chiaro, fare ordine nella mia testa è impossibile, avere una vita ordinata pure. al massimo posso cercare di non perdere tutto quello che ho pensato e chiuderlo in un blog
mercoledì 16 maggio 2018
lunedì 23 aprile 2018
di treni fantasmi e sputi di verità
- sai quanto costa aspettare per un anno un treno fantasma carico di una persona che ami?
- no, non lo so quanto costa aspettare per un anno un treno fantasma carico di una persona che ami.
- costa infinita speranza aspettare per un anno un treno fantasma carico di una persona che ami.
- e se arrivasse dopo che l'hai aspettato per un anno quel treno fantasma carico di una persona che ami?
- eh, sarebbe davvero troppo tardi.
sarebbe davvero troppo tardi, persino per la persona che ami.
- no, non lo so quanto costa aspettare per un anno un treno fantasma carico di una persona che ami.
- costa infinita speranza aspettare per un anno un treno fantasma carico di una persona che ami.
- e se arrivasse dopo che l'hai aspettato per un anno quel treno fantasma carico di una persona che ami?
- eh, sarebbe davvero troppo tardi.
sarebbe davvero troppo tardi, persino per la persona che ami.
lunedì 16 aprile 2018
tutto il resto è mancia (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta con contributo inconsapevole di F. De André)
- Kevin, ho trovato una canzone che mi descrive o, meglio, mi ha descritto per moltissimo tempo.
- ah, sì? avanti, sentiamo la tua ennesima cagata, suppongo dettata dalla tua inguaribile smania di protagonismo.
- ma senza che gli altri ne sappiano niente,
dimmi senza un programma, dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto
da volerti portare al dito,
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito
(...)
continuerai a farti scegliere
o, finalmente, sceglierai.
- figa, non solo esageri come al solito, ma scomodi pure De André.
tu sei le ultime due righe, comunque. tutto il resto è mancia.
- ah, sì? avanti, sentiamo la tua ennesima cagata, suppongo dettata dalla tua inguaribile smania di protagonismo.
- ma senza che gli altri ne sappiano niente,
dimmi senza un programma, dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto
da volerti portare al dito,
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito
(...)
continuerai a farti scegliere
o, finalmente, sceglierai.
- figa, non solo esageri come al solito, ma scomodi pure De André.
tu sei le ultime due righe, comunque. tutto il resto è mancia.
mercoledì 28 marzo 2018
credo fermamente in te (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)
- dimmi che andrà bene così poi me ne vado.
- certo che andrà bene, non ho alcun dubbio.
contrariamente a ogni pronostico credo fermamente in te.
lunedì 19 marzo 2018
ecco come ci si sente
sai come ci si sente?
ci si sente come quando sei fatto di bonza, anche se in realtà non lo so perché non
mi sono mai fatta di bonza, e passi da sentirti superiore a quell’agglomerato di merda
umana composta da due persone a deprimerti fino allo stremo delle tue forze se pensi che
lei, l’altra, non vale una doppia punta dei tuoi capelli.
ecco come ci si sente.
ci si sente in balìa di un mare forza 9 senza però Maracaibo
e le nacchere,
in un mulinello del lago di montagna senza l’accompagnatrice
della gita che ti prende per mano o, che ne so, nel mezzo di una rovinosa caduta con gli sci
che la neve ti si getta in bocca e nel naso senza lasciarti respirare.
ecco come ci si sente.
ci si sente sempre tristi, spesso idioti e mai felici,
ingiustamente rimpiazzati, vigliaccamente abbandonati e
teneramente piccoli,
necessariamente soli, fortemente delusi e fottutamente
incazzati.
ecco come ci si sente.
io lo so come ci si sente, lo so molto bene, ci sono passata
almeno un paio di volte con rara violenza e, volendo ampliare un po’ il raggio
degli stronzi che ho incontrato, fai pure un paio di più con meno intensità.
ci si sente una merda. ecco come ci si sente.
c’è un’altra cosa però. arriverà il giorno, persino dopo
anni e anni, in cui sarai tu a sentirti rimpianto, bramato e voluto, eccome se
arriverà.
potrebbe arrivare persino dopo 7 anni, un figlio non tuo e lunghi periodi di silenzio.
potrebbe arrivare persino dopo 7 anni, un figlio non tuo e lunghi periodi di silenzio.
e sai come ci si sente? da dio.
ecco come ci si sente.
lunedì 19 febbraio 2018
lode a voi, uomini
a voi kebabbari turchi,
portuali genovesi,
pescatori siciliani
e camionisti bulgari.
a voi sommozzatori toscani,
pizzaioli egiziani,
fioristi pakistani
e muratori bergamaschi.
a voi palestrati ucraini,
tranvieri milanesi,
parcheggiatori romani
e vecchi ubriaconi estoni.
a voi contrabbandieri napoletani,
gangster canadesi,
surfisti australiani
e pokeristi marchigiani.
a voi barman di qualunque posto del mondo,
contadini altoatesini,
maestri di tennis palermitani
e cuochi senegalesi.
a voi che quando ci sentiamo degli inutili cessi
ci dite "ciao bella", fischiate al nostro passaggio o ci sorridete con intesa,
grazie.
portuali genovesi,
pescatori siciliani
e camionisti bulgari.
a voi sommozzatori toscani,
pizzaioli egiziani,
fioristi pakistani
e muratori bergamaschi.
a voi palestrati ucraini,
tranvieri milanesi,
parcheggiatori romani
e vecchi ubriaconi estoni.
a voi contrabbandieri napoletani,
gangster canadesi,
surfisti australiani
e pokeristi marchigiani.
a voi barman di qualunque posto del mondo,
contadini altoatesini,
maestri di tennis palermitani
e cuochi senegalesi.
a voi che quando ci sentiamo degli inutili cessi
ci dite "ciao bella", fischiate al nostro passaggio o ci sorridete con intesa,
grazie.
lunedì 5 febbraio 2018
dell'amicizia, quella vera (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)
- ti ascolto e basta, non dico niente.
- la parte migliore è che tu non devi dire niente, devi solo tener botta:
è l'unica cosa che ti chiedo e sei l'unica persona a cui lo chiedo.
- lo so. infatti la tengo 'sta botta, come vedi.
- e non sai quanto te ne sia grato, davvero.
- non devi. sono la tua amica del cuore, no?
- no, tu sei un pezzo del mio cuore. è diverso.
- vuoi farmi piangere?
- ti aspettavo al varco. comunque sarebbe un pianto buono quindi vedi di non lamentarti, almeno questa volta.
- e sticazzi?
- bla, bla, bla. poi sai come dico sempre, no?
meglio far piangere di far cagare.
- la parte migliore è che tu non devi dire niente, devi solo tener botta:
è l'unica cosa che ti chiedo e sei l'unica persona a cui lo chiedo.
- lo so. infatti la tengo 'sta botta, come vedi.
- e non sai quanto te ne sia grato, davvero.
- non devi. sono la tua amica del cuore, no?
- no, tu sei un pezzo del mio cuore. è diverso.
- vuoi farmi piangere?
- ti aspettavo al varco. comunque sarebbe un pianto buono quindi vedi di non lamentarti, almeno questa volta.
- e sticazzi?
- bla, bla, bla. poi sai come dico sempre, no?
meglio far piangere di far cagare.
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