- pensavi davvero che solo perché non sono in Italia non riesca a trovare un momento per chiederti come stai?
- questa cosa made my day, maledetto stronzo.
- ma smettila di dire minchiate e rispondimi: come stai, puttanella?
- bah, non so. sto che sto ascoltando gli zero assoluto.
- ma che cazzo stai dicendo? smettila subito!
non permetterò che tu perda quel che resta della tua dignità con musica del genere.
- guarda che è capitato su spotify, eh.
- che è anche peggio, a dirla tutta, perché se arrivi agli zero assoluto dio solo sa cosa hai sentito prima.
ora ascoltami attentamente: prendi tutta la merda che ti sta evidentemente riempiendo il cervello, fanne un bel fagotto e buttalo in mare più di corsa che di fretta.
- anche meno, eh?
- anche meno un bel cazzo di niente. non costringermi a spiarti per vedere di che musica abusi, sono in vacanza cristo santo!
- ok, sarà il compito prima delle mie ferie.
cosa farei senza di te?
- sfrangeresti la minchia a qualcun altro.
che tassa che sei.
- anche io ti voglio bene, Kevin.
"se non fai ordine nella tua testa, non riuscirai mai a fare ordine nella tua vita". sia chiaro, fare ordine nella mia testa è impossibile, avere una vita ordinata pure. al massimo posso cercare di non perdere tutto quello che ho pensato e chiuderlo in un blog
lunedì 6 agosto 2018
lunedì 23 luglio 2018
dialogo avvenuto tanti anni fa che mi ha insegnato a non avere mai paura di ballare
- ti piace questa canzone?
- beh, piace a tutti.
- non ho chiesto se piace a tutti, ho chiesto se piace a te.
- sì, mi piace.
e mi piace ballarla.
- vieni allora: se ti piace ballarla, balliamola.
- stai scherzando, vero?
la pista è vuota, guarderebbero tutti noi: vorrei evitare di coprirmi di ridicolo.
- vieni con me e, per favore, smettila subito di avere le mani così gelate.
guardami negli occhi, sorridi e seguimi: ci siamo solo tu e io.
por un beso de La Flaca daria lo que fuera,
por un beso de ella anque solo uno fuera.
- pronta per il casqué?
chiudiamolo in bellezza questo ballo, sei stata brava.
Castelletto d'Orba (AL), Paradiso In, primavera 1998:
quel giorno che, grazie a Michele, ho capito che non avrei mai avuto paura di ballare.
- beh, piace a tutti.
- non ho chiesto se piace a tutti, ho chiesto se piace a te.
- sì, mi piace.
e mi piace ballarla.
- vieni allora: se ti piace ballarla, balliamola.
- stai scherzando, vero?
la pista è vuota, guarderebbero tutti noi: vorrei evitare di coprirmi di ridicolo.
- vieni con me e, per favore, smettila subito di avere le mani così gelate.
guardami negli occhi, sorridi e seguimi: ci siamo solo tu e io.
por un beso de La Flaca daria lo que fuera,
por un beso de ella anque solo uno fuera.
- pronta per il casqué?
chiudiamolo in bellezza questo ballo, sei stata brava.
Castelletto d'Orba (AL), Paradiso In, primavera 1998:
quel giorno che, grazie a Michele, ho capito che non avrei mai avuto paura di ballare.
venerdì 29 giugno 2018
forza, durezza e 'sti cazzi (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)
- no, non hai bisogno di altra roba che ti fortifichi:
ormai sei così dura che se dai una capata a un sasso lo scheggi.
- e 'sti cazzi? la appoggi piano comunque vedo. come sempre.
- dico la verità. buon week end, puttanella.
- buon week end, stronzo.
- dico la verità. buon week end, puttanella.
- buon week end, stronzo.
lunedì 25 giugno 2018
come il sesso così la musica: la prima volta vale solo se è quella buona
immagina di essere attratto da una persona, da anni.
immagina di vederla sempre come una cosa appesa lì: irraggiungibile ma non impossibile,
onirica ma reale, divina ma non eroica - che gli eroi non piacciono a un cazzo di nessuno.
immagina di avere l'occasione per conoscerla e mostrarle chi sei.
immagina di prepararti per quel momento: l'attesa che cresce e che dilata i tempi fino a farti male, l'eccitazione dei giorni che si avvicinano e l'emozione di partire per quel viaggio.
immagina di essere sul posto dell'appuntamento: il bicchiere di birra per sciogliere i nervi,
la sigaretta per ingannare il tempo che passa e lo sguardo fintamente spaurito per cercare i suoi occhi.
immagina di incontrarla, finalmente, questa persona: l'intensità delle sensazioni che ti squarciano le budella, le vertigini di quando sembra siate così vicini da annusarvi e la realtà che, banalmente, supera la tua più rosea fantasia.
immagina di tornare a casa la mattina seguente: l'alba che intravedi sulle montagne che sta per inaugurare un nuovo giorno, il sorriso stropicciato che riconosci nello specchietto della tua auto mentre sfreghi gli occhi per la stanchezza, l'ultima sigaretta davanti all'impietosa sveglia che stai per impostare.
immagina quanto è raro che una prima volta sia quella buona, quella perfetta, quella che ti toglie il fiato e ti fa sentire immortale.
ecco, immagina che ieri sia andata proprio così: ho conosciuto il concerto dei Pearl Jam, che tanto volevo, e ci ho fatto l'amore.
tutta la notte.
immagina di vederla sempre come una cosa appesa lì: irraggiungibile ma non impossibile,
onirica ma reale, divina ma non eroica - che gli eroi non piacciono a un cazzo di nessuno.
immagina di avere l'occasione per conoscerla e mostrarle chi sei.
immagina di prepararti per quel momento: l'attesa che cresce e che dilata i tempi fino a farti male, l'eccitazione dei giorni che si avvicinano e l'emozione di partire per quel viaggio.
immagina di essere sul posto dell'appuntamento: il bicchiere di birra per sciogliere i nervi,
la sigaretta per ingannare il tempo che passa e lo sguardo fintamente spaurito per cercare i suoi occhi.
immagina di incontrarla, finalmente, questa persona: l'intensità delle sensazioni che ti squarciano le budella, le vertigini di quando sembra siate così vicini da annusarvi e la realtà che, banalmente, supera la tua più rosea fantasia.
immagina di tornare a casa la mattina seguente: l'alba che intravedi sulle montagne che sta per inaugurare un nuovo giorno, il sorriso stropicciato che riconosci nello specchietto della tua auto mentre sfreghi gli occhi per la stanchezza, l'ultima sigaretta davanti all'impietosa sveglia che stai per impostare.
immagina quanto è raro che una prima volta sia quella buona, quella perfetta, quella che ti toglie il fiato e ti fa sentire immortale.
ecco, immagina che ieri sia andata proprio così: ho conosciuto il concerto dei Pearl Jam, che tanto volevo, e ci ho fatto l'amore.
tutta la notte.
venerdì 22 giugno 2018
definizione di me da parte di boh
sei volubile, arrogante, permalosa,
caustica, stronza, pericolosa.
forse sei perfetta.
non so se sia vero o meno, non ricordo neppure chi fu a scrivermelo nel lontano 2011,
anche se un po' di ipotesi continuano a rimbalzare tra le pareti della mia mente,
ma mi piace pensare di essere più o meno così.
grazie, persona che certamente mi conosce anche se non ricordo chi cazzo tu sia.
caustica, stronza, pericolosa.
forse sei perfetta.
non so se sia vero o meno, non ricordo neppure chi fu a scrivermelo nel lontano 2011,
anche se un po' di ipotesi continuano a rimbalzare tra le pareti della mia mente,
ma mi piace pensare di essere più o meno così.
grazie, persona che certamente mi conosce anche se non ricordo chi cazzo tu sia.
giovedì 7 giugno 2018
superlativo assoluto (liberamente tratto da conversazioni con Kevin Molfetta)
- mi chiedo come questi tre mesi sia riuscita a tenere botta nonostante la valanga di merda che mi ha sommersa.
- ne convengo: sei stata bravissima, non hai mai mollato un cazzo.
- bravissima? me lo tengo io questo superlativo assoluto, anche se forse è solo presa per il culo.
- no, non la è, saresti potuta franare in qualunque momento.
la parte migliore è che è sempre e solo dipeso da te.
- grazie, Kevin.
- al cazzo, Carolina.
martedì 5 giugno 2018
dialogo con amico che vanta vera e propria ossessione per i nodi alla cravatta
- ti odio, belin.
- buongiorno anche a te, pulin. cosa ho fatto questa volta?
- è partita Farewell di Guccini e me l'hai fatta conoscere tu.
cioè, ti rendi conto del significato di e il peccato fu creder speciale una storia normale?
ho i lucciconi, perdio.
- non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate con qualcosa di fragile come le storie passate.
- eh, la fai facile tu.
ma sì, a fanculo i casi umani e viva noi.
- ecco, brava. viva noi.
viva te.
- buongiorno anche a te, pulin. cosa ho fatto questa volta?
- è partita Farewell di Guccini e me l'hai fatta conoscere tu.
cioè, ti rendi conto del significato di e il peccato fu creder speciale una storia normale?
ho i lucciconi, perdio.
- non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate con qualcosa di fragile come le storie passate.
- eh, la fai facile tu.
ma sì, a fanculo i casi umani e viva noi.
- ecco, brava. viva noi.
viva te.
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