domenica 10 febbraio 2019

tutte le volte che ci saranno, ogni volta che so che è amore.


tutte le volte che ascolto una canzone che mi ricorda quando mi è stata inviata,
che sento una suoneria diversa quando mi squilla il telefono
e che rileggo le conversazioni su whatsapp.

ogni volta che prendo la macchina per scendere a Genova,
che metto le cuffie per andare in ufficio in compagnia
e che mi voglio raccontare del tutto.

tutte le volte che leggo qualcosa e la voglio condividere,
che sorrido se penso a qualcosa di nostro
e che sento chiamare il suo nome.

ogni volta che mi vengono le vertigini per uno sguardo scambiato da vicino,
che il cuore mi salta nel petto per un abbraccio più stretto
e che non riesco a immaginare un futuro senza.

tutte le volte che penso,
che credo
e che desidero.

ogni volta che so che è amore. 


venerdì 1 febbraio 2019

i grandi amori non si baciano subito...

... però è da subito che si riconoscono: 
da uno sguardo scambiato a un bancone del bar, 
da un ciao, come stai? che sottintende molto di più
e da una risata smodata per un giro sui rollerblade. 

... però è da subito che si parlano: 
con gli occhi che si incrociano affogandosi vicendevolmente,
con timidi messaggi mandati da lontano 
e con frasi affettate che non sanno in che direzione andare. 

... però è da subito che sai che ci saranno: 
perché alcune cose le senti prima ancora che il destino le scriva da qualche parte, 
perché a volte il momento giusto significa saper aspettare
e perché certi sentimenti fanno dei giri immensi per arrivare quando è ora. 

i grandi amori non si baciano subito, 
quando lo fanno chiedono il permesso 
e poi si sanno amare. 
tanto. 

lunedì 28 gennaio 2019

proprietà commutativa

l'opinione che può farmi cambiare per migliorare, 
il giudizio che mi sta a cuore più di ogni altro
e l'unico abbraccio in cui mi voglio scaldare. 

le parole che non sapevo di conoscere, 
il sapore che cerco in ogni cosa che assaggio 
e la musica nuova suonata dalle solite note. 

lo sguardo al quale voglio sembrare più bella, 
l'inestimabile risata di cui voglio fare parte
e la mano che mi va di tenere persino in pubblico. 

il silenzio assordante di quando parlare non serve, 
il cuore che perde battiti per tutte le emozioni che non conoscevo
e il brivido più lungo che mi squarta dentro. 

cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia. 
e il risultato che non cambia è "solo" amore. 
è “solo” NOI. 

mercoledì 9 gennaio 2019

senza farsi troppe domande e mediando con la razionalità

mediando con la razionalità e senza farsi troppe domande 
dire, anzi scrivere, a qualcuno mi piaci tu per quello che sei stato, sei e sarai
ti mette i brividi anche se tu sei solo il mittente e non il destinatario. 
brividi belli. 

senza farsi troppe domande e mediando con la razionalità, 
capire per la prima volta che sei disposto a non muoverti di un mm nonostante tutte le occasioni in cui non sei stato fermo per scappare, muoverti o semplicemente volere 
ti fa sorprendere di te stesso come mai è successo in questi anni. 
sorprese gradite. 

mediando con la razionalità e senza farsi troppe domande, 
scoprire che qualcuno è la prima volta di tante cose, pure quelle che non ti aspettavi o che credevi di aver già vissuto 
ti squarta le budella come se non avessi mai vissuto davvero così intensamente. 
squarci emozionanti.

senza farsi troppe domande e mediando con la razionalità, 
ricercare i dettagli di una notte partendo da una battuta, passando per un abbraccio e finendo con un brindisi 
ti toglie il respiro anche solo se ci ripensi o rileggi tutto. 
respiri reali. 

mediando con la razionalità e senza farsi troppe domande, 
dare una nuova definizione a certe parole abusate, trovare il sesto senso di una giornata per cercare di descrivere in modo diverso gli altri cinque, evitare di sfanculare il 2018 perché ti ha dato molto più di quello che avresti potuto immaginare, proiettare l' anno che verrà in modo tale che non sia solo tuo e trasformare ogni volta in ogni attimo
ti fa dire molto, molto di più. 
tutto di più. 


lunedì 24 dicembre 2018

buon Natale

il Natale sono le persone della nostra vita: quelle a cui vogliamo bene da sempre, quelle che scegliamo di avere vicino e quelle che amiamo. 

il Natale sono i sorrisi sicuri di chi incontriamo per strada e neanche conosciamo, gli abbracci stretti dentro i quali vorremmo stare ancora un po’ e gli sguardi emozionati di chi non usa le parole.

il Natale sono i pezzi di famiglia sparsi per il mondo che sentiamo comunque vicino, gli amici che tornano a casa e vogliono vederci, chi non c’è più e siamo certi che ci stia salutando da lassù. 

il Natale dovrebbe essere ogni giorno, si sa, ma è bello che ci sia un’occasione all’anno che ci ricorda quanto di buono ci sia al mondo. 


il Natale è dei bambini: auguri a tutti i bambini che siamo stati e che sono ancora nascosti dentro di noi.

domenica 16 dicembre 2018

la sindrome della persona fantasma

la sindrome della persona fantasma è sentire la mancanza di qualcuno senza che tu, 
quel qualcuno, l'abbia mai avuto: te ne stai lì, solitamente inebetito da una sensazione di vuoto, anche se non sai se quel vuoto sia mai stato riempito. 

la sindrome della persona fantasma è credere che esista la tua metà, da qualche parte nel mondo: sai che c'è, anche se forse non la conosci ancora, sai che è proprio giusta per te, anche se tu giusta non ti ci senti mai e sai che quando la vedrai la riconoscerai, anche se forse non sarete subito voi. 

la sindrome della persona fantasma è fare tentativi per capire se un abbaglio è verità: ti piace tanto qualcuno e pensi perché no, salvo poi non riuscire a mediare i caratteri e mollare la presa, ti senti guarita da qualcosa che non è andato e ti butti in un altro errore, che solo sbagliando si impara e insisti a non accontentarti mai, perché sai di non aver ancora avuto quello che volevi. 

la sindrome della persona fantasma è estenuante, intensa, dolorosa, strana, divertente, eccitante, devastante e unica. quando, però, riesci a darle il valore che merita senza che ti importi di quanto tempo tu ci metta, la prendi per la tua migliore amica. 

perché alla sindrome della persona fantasma, se sei molto fortunato, un giorno dirai: "grazie, è stato bello ma ora vattene a fanculo."  
succede quando alla persona fantasma dai un nome, un cognome e un futuro. 
con te. 



martedì 11 dicembre 2018

come la musica così l'amore: certe sensazioni a parole non rendono

pensa al concerto più bello a cui sei stato finora, in tutta la tua vita. 

pensa alla meraviglia di essere lì: così tanta gente attorno, che quasi ti sembra illogicamente di conoscerla tutta, la birra per stemperare l'emozione che senti, che qualcosa da bere ci vuole sempre e sentirti anche un po' solo per scelta, per goderti un'emozione così intensa e intima. e tua. 

pensa al viaggio che lì ti ci ha portato: la musica in macchina per anticipare un'ondata di sensazioni, il pacchetto di sigarette di riserva perché già sai che forse un po' di nervoso, 
di quello buono, ti assalirà quando meno te lo aspetti e la felpa se per caso dovessi avere freddo, anche se sei sicuro di no. 

pensa alla cura con cui ti sei preparato per quell'evento così tanto desiderato, voluto e sognato: l'abbigliamento studiato per cercare di essere il più attraente possibile, il trucco delle grandi occasioni ma non troppo che se no non saresti tu e la playlist giusta per accompagnare ogni singolo momento. 

pensa alle immagini che ti hanno accompagnato da quando sapevi che ci saresti andato: 
la paura di deludere e di essere deluso, la forza con cui cerchi di non permettere a quella puttana di aspettativa, sia essa positiva o negativa, di crescere dentro di te e le parole che hai dipinto in aria per sceglierle preventivamente e non rischiare di rimanere senza. 

pensa a tutta la strada che hai fatto per arrivare a quella musica: il giorno che l'hai conosciuta, quasi per caso, e che ti è rimbalzata in mente per un bel po', il momento in cui l'hai sentita con occhi diversi e il corso degli anni durante i quali, ogni tanto, ti tornava dentro. 

pensa al vostro primo incontro, finalmente: riconoscervi prima ancora di vedervi perché l'aria è solo vostra, il cuore in subbuglio che tra un po' forse ti scoppia dall'emozione e le mani che tremano anche se cerchi di nasconderlo. 

pensa a quel concerto che è stata la volta più bella, più perfetta, quella che ti toglie il fiato e ti fa sentire immortale. 

ecco, pensa a quando questo ti succede con una persona. 
quando le parole non rendono, insomma.