martedì 9 dicembre 2014

il tempo per te.

il più grande prenditore per il culo di sempre è il tempo. 

non parlo di quando è usato da un’altra persona, perché lì è l’altra persona a prenderti per il culo spesso con semplici parole come per sempre, mai, subito
né quando ti viene chiesto per qualcosa, perché lì diventa solo una scusa, 
magari attraverso tra poco, domani, dammene un po’ di più che devo pensare

no, io parlo del tuo tempo. 

quello che decidi di perdere dietro a qualcosa, o qualcuno, che non avrai mai, 
che hai deciso non essere sufficiente per capire quello che vuoi e di cui hai bisogno, 
quello che ti concedi per elaborare un lutto, una perdita o una fine. 

quello che ti sembra non passare quando cerchi di riempire un vuoto, 
che passa troppo veloce quando sei felice di essere con qualcuno, 
un fidanzato, tua mamma o la tua amica
e quello che a volte sembra fermarsi per lasciare spazio solo a un’emozione, 
la paura durante un incidente, l’amore durante un abbraccio, la commozione ascoltando una canzone. 

quello che ti cambia, il colore dei capelli, la pienezza del viso e il modo di pensare, 
che rivorresti indietro, per renderti conto prima, per cercare di capire, per non fare quell'errore
e quello che passando ti ha migliorato, rendendoti più sicura, capace di prendere decisioni importanti e magari fatto dimagrire. 

quello che a volte ti scappa via dalle mani senza che tu ti renda conto, o senza che tu riesca a smettere di sognare, 
che ritorna indietro tutto insieme travolgendoti così forte che ti fa straripare, gli occhi per intenderci,
e quello che passa. passa e basta. 

quello che è troppo lento per togliere lo spazio che hai dato a una persona, 
che ogni tanto ti sembra di ricascarci perché confondi quello spazio con nostalgia, 
quello che ti fa vacillare per qualche ora, 
perché la nostalgia di cui sopra e il telefono sono due pessimi compagni di serata,
quello che ti sveglia di notte per farti capire che la tua io è già nel futuro, 
che mica si fa fregare da un ricordo, lei. 

è il tuo tempo, quello che decidi di disporre come vuoi tu, 
che ti è servito a diventare come sei;  
e anche se ti ha preso spesso per il culo, 
non è stato sprecato mai. 





martedì 18 novembre 2014

benvenuto Filippo, batuffolo di uomo

ti aspettavamo tutti, Filippo - batuffolo di uomo, 
e ora che ci sei, in pochi giorni hai riempito le vite di molte persone. 

non ti ammorberò con parole strappalacrime ma in qualche modo dovevo pur presentarmi, 
quindi ecco chi sono e quanto ingombrante sarà per te la mia presenza nella tua vita. 

ci sarò per insegnarti l’unica canzone di Natale che so in tedesco, 
per fare arrivare San Nicolò a Genova in via del tutto eccezionale solo per te, 
e per stampare le foto che la tua mamma mi manderà. 

ci sarò per regalarti il chiodo di pelle taglia 2 anni perché deve essere chiaro a tutti che sei il bambino più figo, 
per cambiare rotta e regalarti giocattoli, che a 3 anni un bambino del chiodo in pelle se ne frega,
per prenderti in braccio e spupazzarti ogni volta che ci vedremo, ma anche per smettere quando la cosa ti imbarazzerà. 

ci sarò per accompagnarti a fare due tiri al pallone perché papà ti avrà tolto la playstation per una nota a scuola, 
per accompagnarti in galleria mazzini a scegliere il regalo che vuoi per ogni tua promozione, 
per  convincerti che provare, nella vita, non è mai sbagliato. 

ci sarò per spiegarti che fumare è una stronzata, e spero per allora di aver smesso anche io, 
per raccontarti come mai tua mamma cantava gira tutto intorno alla stanza in stradone Sant’Agostino 
e per prometterti che se avrai un segreto io lo manterrò tale.

ci sarò per fare un giro in macchina con te quando prenderai la patente, 
per spiegarti che il mal d’amore fa male, ma un bicchiere di vino con un amico ti aiuterà
e per essere fiera di te il giorno della tua laurea. 

ci sarò per accoglierti, se mi verrai a trovare, con un gin tonic e un rossetto rosso fuoco (sì, il riferimento a zia Mame era doveroso), 
per regalarti un viaggio se sentirai il bisogno di partire 
e per non giudicarti mai, nonostante inevitabilmente tu commetta qualche cazzata 
(e ti pregherei di farle, Filippo, se non si fanno errori non si vive). 

ci sarò per aiutarti ad alzarti se finirai con il culo per terra giocando a calcio, 
se la tua squadra (…non oso pensare quale) perderà una finale e tu sarai disperato, 
se una stronza qualunque ti tradisse con un amico (anche se spero non succeda). 

ci sarò per ricordarti che certe amicizie sono quasi grandi amori, per esempio come la mia e quella della tua mamma, 
per spiegarti che nella vita, le cose che contano davvero sono davvero poche, ma anche i dettagli superflui che ci fanno stare bene sono importanti,
per dirti che qualsiasi cosa succeda, non temere, il meglio per il tuo futuro è già stato scritto
e per raccontarti che dall’amore, quello vero, nascono meraviglie irripetibili e tu ne sei esempio vivente. 

ci sarò per essere vicino a mamma e papà per prendermi cura di te. 

ti voglio bene Filippo, 
zia Ina. 

martedì 4 novembre 2014

dell'ingiustizia

ti sembra giusto...

... che puntualmente quando decidi che questa volta sarà diverso, 
ricadi sempre negli stessi errori?

... che quando ti vesti decentemente perché pensi possa essere una buona giornata
inevitabilmente arrivi uno tsunami di merda che ti travolge?

... che se prometti che hai finito di procrastinare, che qui siamo adulti eh
lo dici pensando sì, ma da domani?

... che quando vinci un derby, sacrosantamente direi, 
ci sia quel pagliaccio dell’allenatore altrui che continua a parlare della tua squadra con fare accusatorio?

... che se decidi di non andare da nessuna parte per il week end per dare un senso alla casa, 
tu non riesca neppure a buttare la spazzatura?

... che l’unica volta che esci struccata 
incontri qualcuno che merita (rarità considerando cosa si trova in giro)?

... che dopo settimane-quasi-mesi che non pensi più al tuo ex
facendo il cambio dell' armadio trovi un paio di calze sue?

... che quando apri il rubinetto con una certa violenza l’acqua finisca sempre su quel merdoso cucchiaio che ti fa lavare completamente?

... che ci siano donne che davvero mangiano quello che vogliono, 
bevono quello che vogliono e non ingrassano mai?

... che esistano personaggi come Soviero, 
portiere inglorioso di genoa e salernitana e, soprattutto, gran sacco di merda?

... che il tuo citofono suoni più di una volta alle 10 di sabato mattina 
perché un testimone di Geova, tanto zelante quanto grandissima testa di cazzo, 
decide di illustrarti la sua teoria?

... che le pochissime volte che il palinsesto televisivo si rivela interessante, 
ci siano due cose che ti piacciono lo stesso giorno, la stessa ora e a pubblicità sincronizzate?

... che ci siano persone così egoiste che proprio non capiscono
i tuoi sbalzi di umore, la tua deprimente autoironia e il tuo turpiloquio?

... che la tua amica, unica persona al mondo che ha vissuto con te, 
abbia pensato bene di tornarsene dal marito costringendoti a colloqui via whatsapp con tanto di screenshot di messaggi, abbinamenti od oroscopi?

... che quando pensi di aver passato una bella giornata 
ascolti per caso una canzone che ti ricorda un momento particolare, 
o uno stronzo qualunque, e ti metti a piangere come una scema?

che i tuoi ex siano felici e quindi si siano permessi di dimenticarti?

che sia quel che sia io continui per la mia strada, 
fatta anche delle boiate che scrivo? 

beh, se non è giusto questo. 


martedì 21 ottobre 2014

ogni volta

ogni volta che mi sento in colpa per qualcosa, 
una pizza, una bugia insensata, un cattivo pensiero, 
ogni volta che mi sento da dio, 
con un paio di jeans nuovi e bugiardi, davanti un bel lavoro su una mail, con in mano il bicchiere per il brindisi della vigilia di Natale, 
ogni volta che parlo con qualcuno che mi interessa, 
per una discussione, un confronto, un conforto... 

ogni volta che vorrei mandare a fanculo qualcuno, 
un'amica che non capisce quello di cui ho bisogno, chi mi dà una risposta del cazzo, la persona che vedo allo specchio, 
ogni volta che ascolto una canzone che mi fa pensare, 
a quando ero un'adolescente completamente fuori di testa, al profumo di merda che emanano certe persone, a un ricordo che mi assale senza farmi paura, 
ogni volta che parlo o non parlo di te, tu fai parte o non parte di me... 

ogni volta che sogno così tanto che mi sveglio stanca, 
uno sciame di pipistrelli, un messaggio che mi indica la via che non voglio percorrere, un violento litigio, 
ogni volta che trovo qualcosa che era meglio non trovare, 
un geco che mi paralizza dal terrore, un biglietto che preferirei non leggere, un sms a cui non so come rispondere,
ogni volta che ci sono quelle (poche) giornate che sono sempre incazzata, 
quando mi sveglio e già so che sarà così, quando mi sento assillata da cose che mi interessano tanto quanto cosa pensa uno sconosciuto di me, quando cara, c'è poco da incazzarsi è la vita...

ogni volta che ho sentito i brividi, 
per uno sguardo che mi ha seguito, per una parola detta piano all'orecchio, per il lenzuolo che qualcuno mi ha tirato su mentre dormivo, 
ogni volta che mi sono svegliata nel cuore della notte, 
per un incubo, per fare la pipì, per una telefonata passata a ridere, parlare e innamorarmi, 
ogni volta che mi sono sentita ebbra, 
di vino, di vita, di un lui. 

ogni volta che ho pensato che fosse l'ultima
ma in realtà so che c'è  ancora un'altra prima. 



venerdì 17 ottobre 2014

a ruota libera

tra i vari casi umani che ho avuto il dispiacere di incrociare, 99% dei quali il mio pregevole subconscio ha rimosso per sempre,
c’è il tizio che ha pensato di farmi sentire everyday mettendomi le cuffie nelle orecchie per conquistarmi; 
la cosa di per sé non sarebbe gravissima peccato fossimo in una gremita piazza delle Erbe di Genova. 
la sgradevole sensazione di essere inconsapevole protagonista di uno scadente film di Moccia e lo sgomento seguito alla candida confessione del soggetto “sai, l’ultima volta che mi sono innamorata di una donna ho poi scoperto fosse una prostituta” ha fatto sì che quell’appuntamento fosse anche l’ultimo. 

non sono mai stata un’insensibile: da piccola salutavo persino la cacca prima di tirare la catena. 
in effetti anche ora saluto merde, ma questa è un’altra storia. 

di norma non invidio le persone, cosa di cui ho ampiamente parlato con un post di dubbio interesse (l'invidia e l'insonnia).
ieri però ho invidiato indistintamente 3 categorie di donne: 
- quelle che “mangio e bevo quello che voglio, sai ho un metabolismo incredibile” 
oppure hanno a che fare con una gloriosa fase ipertiroidea (godetevela, dura poco). 
- quelle il cui unico merito è stato impalmare uno stronzo con i soldi, il cui unico compito è mantenersi in forma 
e il cui unico obbligo è soddisfare lo stronzo di cui sopra. 
- quelle che bevono spritz alle 13 perché non hanno un cazzo da fare. 

non importa quanto tu ti senta indipendente e forte: se un ragno enorme ti entra in casa, 
diventerai schiava dei suoi movimenti, penserai seriamente di andare a dormire in albergo, 
ti verrà la tentazione di chiedere aiuto al vicino di casa cingalese 
e ti maledirai per non essere stata capace di tenerti uno stronzo qualsiasi che vivesse con te. 
la strategia adottata per il suo omicidio, soprattutto se vincente, 
accrescerà però le proporzioni del tuo ego. 

tra i vari casi umani, ecc... capitolo secondo, 
vanto la presenza di un personaggio così strambo da sembrare mitico 
o da intendere come il frutto della fantasia di una mente malata. 
separato da meno di un anno,  ha scelto la parabola del figliol prodigo per colpire la mia attenzione (o forse catechizzarmi, chi può dirlo); 
non pago di questo errore di valutazione, ha fatto intendere che la sua allergia ai solfiti e di conseguenza la sua impossibilità a bere qualsiasi tipo di alcolico fosse un regalo del cielo. 
la maniacale conoscenza della Bibbia (di per sé innocua ma forse non lo strumento migliore per approcciare una donna come me) 
una vita futura a base di acqua perché non vorrai mica bere no? (qui la faccenda è davvero seria)
e la deprecabile scelta di chiamarmi il giorno dopo la prima-diventata-subito-ultima uscita lasciandomi una canzone dei Pooh in segreteria (le proporzioni della gravità della situazione sono un crescendo rossiniano)
mi hanno spinta a prendere le distanze dal soggetto.
la sua esagerata reazione, condita da parecchi errori di ortografia, 
è stata per mesi oggetto di scherno dalla sottoscritta e dalle sue amiche. 

se inizi un messaggio scrivendo "forse sono l'ultima persona che vorresti sentire
non capisco cosa possa essere intervenuto tra il tuo cervello, 
così abile a elaborare questa presa di coscienza
e la tua mano, 
così stronza da ignorare deliberatamente quanto ammesso. 
visto però che sono una persona migliore di quanto si possa pensare, 
che riesco a vedere sempre il meglio nel prossimo
e che ho riconosciuto in quelle quattro righe un intento non nobile ma accettabile, 
grazie lo stesso. per questa volta. 

personal trainer che mi fai complimenti sul mazzo che mi faccio, 
mi inciti come se fossi all'angolo di un ring
e concludi dicendo sei pure dimagrita
anche se sei un bugiardo e probabilmente menti spudoratamente, continua ti prego. 

se tutti gli oroscopi che leggi parlano di un grande momento per la vita sentimentale 
ma tu passi le serate a guardare cagate in tv, 
lo spread tra la vita astrale del tuo segno e la tua vita reale dovrebbe iniziare a preoccuparti. 

troppi cazzi per la testa? rilassati. 
finché non li hai nel culo va tutto bene. 
buon week end. 


mercoledì 8 ottobre 2014

i ragni della vita

l’ho visto quando era a portata di assassinio ma come spesso succede, 
ho deciso di procrastinare quando procrastinare è l'unica cosa che non si deve fare. 

ho passato due giorni ad avere paura di entrare in bagno, 
ad aggirarmi per la casa brandendo un potentissimo e velenosissimo spray in mano 
e a schermare la mia camera da letto con asciugamani per coprire eventuali fessure così che la bestia, nella sua ronda notturna non potesse entrare. 

lo so che può far ridere quest'immagine ma credo di aver rischiato l'esaurimento. 

e poi questa cosa mi ha fatto pensare: 
non ci sono forse ragni che ci fanno paura, ci paralizzano o ci fanno schiavi di loro stessi?

il ragno che ti fa pensare di mollare tutto e andartene via per qualche mese, 
quello che ti fa dire “mi faccio sposare da uno ricco e col cavolo che mi stresso così per lavoro
e quello che ti fa salire l’agitazione quando meno te lo aspetti. 

il ragno che ti fa stare male quando hai un’incomprensione che tendi a rimandare, 
quando hai una scadenza che fai finta di non vedere
e quando vorresti fare una telefonata ma non trovi il coraggio. 

il ragno che ti fa avere paura del tempo che passa, 
che ti fa rinunciare ad alcune possibilità per mera pigrizia 
e che ti fa perdere occasioni importanti per timore di rischiare. 

il ragno che si burla della tua autostima dopo un amore finito, 
quello che rimanda a data da definire il tuo impegno a una vita più sana
e quello che ti fa dire, per un giorno di palestra in meno non muore nessuno

il ragno che ti fa pensare che ormai sei l’unico degli amici più stretti a non avere nessuno a cui telefonare quando ti succede qualcosa, 
che non vuole farti uscire con qualcuno nuovo perché hai paura di quello che può succedere (rapimento per traffico di organi, macabro ritrovamento dei tuoi pezzi in un congelatore, innamorarti di nuovo…)
e che ti fa deprimere ogni volta che una vecchia stronza ti chiede “ma tu, alla tua età, non hai nessuno cara?”. 

il ragno che ti fa pensare che avresti bisogno di un qualche pirla che viva con te
così almeno lo ucciderebbe lui. 

poi però ti scopri un’abile stratega, 
ammazzi quel maledetto e gigante bastardo
e sei di nuovo tu. 

e sai che se sei riuscita ad ammazzare quel ragno vivo, 
gli altri, quelli finti, sono un gioco. 
da donna. 


giovedì 2 ottobre 2014

causa involontaria di un effetto non desiderato

una persona che stimo molto mi ha detto che sono una testona
perché scelgo sempre uomini sbagliati. 

non ho mai considerato la cosa in questo senso, 
non ho mai pensato che potessi c’entrare qualcosa nelle relazioni che ho avuto, 
come se non fossi io a scegliere ma fossero frutto del caso,
e non mi sono mai presa una colpa per il loro collasso. 

si può essere più idioti?

credere a buffonate è la causa, soffrire per uno stronzo è l’effetto non desiderato. 
ti amo da quando ti ho vista la prima volta, 
no, quel messaggio che per sbaglio hai letto sull’anteprima dell’iphone è una che lavora per noi, vero cesso,
sarà meraviglioso iscriversi a un corso ti tango insieme. 
bla bla bla. 

credere non è sempre una colpa, essere disposta a farti prendere per il culo, sì. 

sognare a occhi aperti è la causa, sbattere il muso a 130 km/h è l’effetto non desiderato. 
da questa volta cambierà tutto, non era forse destino?
che dire di tutte quelle persone che hanno sempre pensato sarebbe successo?
ma non sarebbe splendido se dopo tutto questo tempo a rincorrerci ora ci fermassimo perché finalmente siamo nostri? 
una domanda più inopportuna dell'altra. 

sognare a occhi aperti non è sempre una colpa, ma pretendere di cambiare repentinamente situazioni e persone, sì. 

sentirsi desiderata da molto tempo è la causa, chiudere indegnamente la relazione è l’effetto non desiderato. 
dopotutto mi voleva da tantissimo tempo, 
è lui che è stato il primo a lasciarsi andare,  ora posso farlo anche io, 
è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e definire la relazione come la voglio io. 
ma che brava che sei a pianificare da sola, forte della tua influenza sull'altro. 

sentirsi più forte dell’altro non è una colpa, ma usare questa forza per ottenere una relazione se non si è pronti in due, sì. 

incontrare qualcuno, fargli posto nella tua vita e innamorartene non è mai una colpa,
ma cercare di avere quello che non puoi, adattarti alle situazioni che non ti vanno per paura e dare valore a una persona che non lo merita, sì. 

come ho fatto, in tutti questi anni, a dare colpa alla fortuna, al destino o agli altri, 
senza mai prendermi una minima responsabilità delle mie scelte?

ok, anche io sono stata una causa involontaria di un effetto non desiderato. 
ma non è certo colpa mia.