mercoledì 17 giugno 2020

il mio compleanno

il pre-compleanno con i ragazzi e Francesca, 
l'uovo della Bottega con Corra
il messaggio di Tod a mezzanotte spaccata
e la candela sulla tortina di Simo.

la mamma che è sempre la mamma, 
la colazione che Simona mi ha portato a casa,  
la cena con le mia B e la mia Mag
e anche chi mancava. 

i brindisi, 
il pranzo con i miei Franceschi, 
la bella (e buona) torta per me 
e spegnere la candelina con la mia baby Blue tra le braccia. 

i messaggi, 
le telefonate, 
l'affetto
e il mio giorno. 

è stato un bel compleanno, 
per cui ringrazio tutti, 
oggi perché il 17, come il 13, è un numero che amo. 
vi voglio bene



lunedì 25 maggio 2020

91 giorni

sono passati 91 giorni da quando mi sono svegliata a casa, quella vera, 
convinta di farmi una settimana o due di comodo smart working senza colpo ferire. 

91 giorni di eventi, compleanni e regali, 
di andrà tutto bene, di assurde vicinanze e di telefonate intense, 
di pensieri contorti, ritmi trasformati e nuovi valori. 

91 giorni di mancanze, silenzi e assenze, 
di presenze, persone costanti e sorrisi, 
di non voler svegliarsi perché se dormo non sento le notizie, di mangiare più pasta che mi è sempre mancata e di fuori c'è il sole e magari mi abbronzo. 

91 giorni di intolleranza, emozioni e rabbia
di nuove speranze, nuovi insegnamenti e nuove regole, 
di nervosismo verso il prossimo, di bisogno di routine e di Bergamo nel cuore.

91 giorni di caffè isolati, pranzi muti e pause sigaretta solitarie, 
di video chiamate, di riunioni frizzate e di brief da lontano, 
di non scegliere come vestirmi, forse solo se truccarmi e caso mai sotto sto in pigiama

91 giorni di pensieri, futuro e incertezza, 
di camminate limitate, spese eterne e obblighi inconsueti, 
di piccoli essere deliziosi che portano gioia con un grido, di gesti soffici dati e ricevuti, di consapevolezza di essere fortunata. 

91 giorni di scatti, scritti e canti,
di sonni tormentati, aperitivi riusciti e uova poché a pioggia, 
di cambiamenti forti, di abbronzature da muratore e di poter contare su molte persone. 

91 giorni a capire ancora di più che l'amore è amore, 
come del resto ho sempre sospettato.

91 giorni che hanno cambiato per sempre quello che eravamo prima.

però il Negroni ha lo stesso sapore di sempre: 
allora chissà... magari anche il dopo non sarà poi così male. 







domenica 17 maggio 2020

ci pensate anche voi, al prima?

dico, ci pensate anche voi al prima ora che forse le cose torneranno a una strana normalità, per voi e per tutte le persone a cui volete bene? 

ci pensate se invece, sfortunatamente così non fosse - o non del tutto - a quanto siano stati duri questi mesi per chi sa che non potrà più abbracciare chi gli era caro, e a quanta fatica si sia provata a vivere alcune emozioni a distanza? e a chi eravamo prima, tutti noi?

ci pensate a come siamo cambiati, piano piano, ogni singolo giorno della nostra vita? 
alle priorità che abbiamo rivisto di colpo, talvolta impreparati ad accoglierle nonostante così tanto sicuri di noi stessi?

ci pensate a come era facile abbracciarsi, bere dallo stesso bicchiere e ridersi addosso, ora che ancora non sappiamo quando sarà possibile farlo davvero di nuovo? 
e al peso di ogni abbraccio non dato, di ogni bicchiere non condiviso e di ogni sorriso trattenuto?

ci pensate al primo bacio che avete schioccato a una persona che non vedevate da mesi, al cuore in gola e all'emozione trascinante rispetto a quanto fosse così normale e ordinario farlo? e, rispetto a prima, non trovate più magia?

ci pensate a come avete affrontato la lontananza, la paura, la solitudine e la voglia di dare? 
ai mezzi che prima odiavate, come foto di piatti e videochiamate, che vi hanno permesso di non impazzire mentre il mondo chiariva il nostro miserrimo ruolo nel corso della storia?

ci pensate a come era facile scoraggiarsi di un nulla, chiudersi in silenzi profondi, starsene a casa senza salutare e non pensare agli altri? e a come questo sia cambiato travolgendo le nostre vite, vista la voglia di conoscersi, uscire e condividere? 

ci pensate a quando avete iniziato a stabilire che se esco, lo dico che a chi mi è vicino serve qualcosa forse, o magari chiacchiero un po' con lui o lei che è da solo o sola e chissà, se va bene offro un bicchiere di vino?

ci pensate a quante cose fossero scontate, come attraversare una regione per un pranzo e un abbraccio, tenere tra le mani un neonato e stringere forte le persone che ami? 

ci pensate a quanti regali, dediche e pensieri ci siamo fatti in questi mesi di paura, incertezza e distanza dimostrando il meglio di noi stessi, quello che a volte non viene fuori mai?

ci pensate a quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole?
ma ci pensate che forse, ora, siamo un po' tutti migliori, consapevoli e altruisti? 

ci pensate a quello che non daremo mai più per scontato come prima e come spero faremo dopo?
io sì. soprattutto le persone. 





giovedì 30 aprile 2020

bye bye my friends

tre anni di lavoro, 
tre sedi diverse 
e una pandemia. 

tre anni di confronti, scontri e pugni sul tavolo, 
di bestemmie, parolacce e sfide a calcetto, 
di birrette prima, a volte durante e spesso dopo una giornata di lavoro. 

tre anni di pranzi fuori, schishette (cit.) e torte per i compleanni, 
di sale riunioni occupate, contro-feste di Natale e sushi il venerdì, 
di confessioni rubate, fantacalcio e rose per i compleanni. 

tre anni di partenze, arrivi e visi nuovi che diventano familiari, 
di cartelloni scritti e attaccati, di risate sonore e sigarette in veranda, 
di commenti acidi, gossip selvaggio e sbuffi. 

tre anni di collette per i compleanni, di aperitivi clandestini in zona relax e pre-aperitivi rispetto a quelli ufficiali, 
di stress, scadenze da rispettare e ansie generali, 
di cazziatoni, complimenti e "non ti preoccupare, ti aiuto io". 

tre anni di nottate in ufficio, di gare sfidanti e di tensione da battere, 
di "ci sono, se hai bisogno", di pesto anche senz'aglio e di cioccolato per coccolarci, 
di "parliamone un secondo", "vaffanculo mollo tutto" e "come sei figa oggi".  

mai come ora mi rendo conto di come il luogo di lavoro possa diventare una famiglia, 
mai come ora mi rendo conto di come dei colleghi possano diventare amici, 
mai come ora mi rendo conto di come mi mancherete tutti voi. 

tutti voi, che siete ogni persona che ho incontrato, in questi tre anni di noi. 






sabato 25 aprile 2020

scatti di quarantena

scendere a Genova per dar retta alla mamma, 
la felicità di lavorare da casa per quella che doveva essere una settimana 
e benedire il nostro capo che ha deciso di farci vedere in video ogni mattina, garantendo così un minimo di dignità all'outfit.

gli aperitivi con i colleghi che mi mancano, 
quelli con i miei ex colleghi che, mannaggia a loro mi mancano di brutto,
la paura di stare a casa da sola così tanto tempo.

i fiori per festeggiare un grande successo mandati dalla mia B, con un biglietto che ogni tanto rileggo perché mi rende immensamente felice, fortunata e orgogliosa di un'amicizia così pura, 
i pansotti con il sugo di noci lasciati sulla porta dalla mia Magi, con un biglietto con tutte le parole migliori, quelle del cuore
e il mix di negroni arrivati da Simo, che mi conosce e sa cosa mandarmi per farmi contenta. 

l'arrivo della mia bellissima nipotina Blue, 
le immagini e i video che la ritraggono mentre affronta il mondo gridando, com'è giusto che sia
e il dispiacere di non poterla cullare un pochino tra le mie braccia. 

l'acqua lasciata sul pianerottolo "così non devi camallartela" di Corra, 
la focaccia con le cipolle e la torta di riso di Manu, in cambio di vino e sigarette
e la fortuna di avere trovato amici sinceri nei miei vicini di terrazzo, che a Pasqua mi hanno coccolata con la loro grigliata che è stata anche la mia. 

sentire mio fratello, quello piccolo, al telefono e pensare sia impossibile sia davvero papà, 
le note vocali di Tod con tutti i suoi suggerimenti in cucina, svarioni e non,
e il compleanno della mia mamma vissuto da lontano ma vicino con il cuore.

la panciona gigante della mia Francesca, che aspetta un baby vitellino che non vediamo l'ora di conoscere, 
le telefonate con le mie amiche del cuore di Bergamo, veicolo di tutto l'abbraccio che mando alle persone che lì ci vivono e a cui voglio bene 
e le chat "tra stronzi", che tra stronzi ci si intende meglio.

il sole che ho preso in questi giorni, soprattutto per non truccarmi più, 
la scoperta di burrata e stracciatella, che forse era meglio di no, 
e le chiacchierate con il nonno Franco, che è il mio eroe da sempre e per sempre lo sarà. 

io che cambio lavoro accettando una nuova sfida, in un momento in cui non sarebbe stato possibile anche solo immaginarlo, 
che cucino con amore ogni cosa che mi preparo, riscoprendo la stessa emozione di quando lo facevo per gli altri 
e che sono innamorata, dell'unica persona che avrei voluto con me in questi due mesi, a mio (e suo) rischio e pericolo. 

io che so esattamente come sono cambiata in questi due mesi. 
più solidale, 
più empatica 
e certamente più stronza. 
migliore, insomma. 






mercoledì 1 aprile 2020

l'effetto Blue

"c'era una volta una piccola e minuscola noce, che ancora nessuno sapeva se sarebbe stata maschietto o femminuccia, e riusciva già a riempire d'amore le vite della sua mamma e del suo papà. 

non appena questa minuscola noce ha deciso di diventare una piccola nocciolina femmina, ha iniziato a emozionare, settimana dopo settimana, anche tutti i componenti delle due famiglie - allargate e sparse per il mondo - facendo fantasticare ognuno di loro sui suoi occhi, il suo carattere e il cocktail di somiglianze. 


quando alla piccola nocciolina è stato dato il suo nome Blue ogni giorno che passava sembrava che anche tutti gli amici della sua grande famiglia la conoscessero un pochino di più: per le abitudini invisibili che già cominciava ad avere, per gli aneddoti legati ai suoi genitori e per una velata, ma più o meno condivisa, passione per i segni zodiacali e per i numeri primi.


il 31 marzo del 2020 la piccola Blue Lanzoni ha deciso di nascere, in un momento in cui anche nascere sembrava un po' più complicato del solito; così, tra video chiamate e aggiornamenti distanti, ha urlato alla vita presentandosi con forza e fregandosene di quello che accadeva intorno a lei. 


proprio perché è nata quel giorno, di quel mese così strano e di un anno così difficile, l'amore ha contagiato un po' tutti quelli che orbitavano attorno a lei, anche se orbitavano attorno a lei per puro caso creando un effetto che ha un nome preciso.

per tutti è l'effetto farfalla, io lo chiamo effetto Blue."

ecco la favola che un giorno ti racconterò per farti addormentare quando proprio non ne vorrai sapere o quando invece me la chiederai perché parla di te. 

farò molto altro, si intende: ti cambierò il pannolino prendendoti in giro, 
ti regalerò un paio di scarpe inutili ma bellissime
e immergerò (di nascosto) il tuo ciuccio nello Champagne per abituarti al meglio. 

ti verrò a prendere a scuola facendoti una sorpresa, 
ti porterò a Boccadasse a prendere un aperitivo (tu succo, almeno fino ai 14 anni)
e ti racconterò qualche aneddoto divertente sul tuo papà. 

ti prenderò per mano mentre andremo a trovare lo zio Ste, 
ti coprirò se per caso farai una stronzata, ma sempre dicendoti di chiedere scusa alla mamma
e non vedrò l'ora di andare nella Sud con lo zio e il papà. 

farò tutto questo e molto, molto di più...
per ora posso solo dire che già prenderti in braccio sarà meraviglioso. 

cin cin Blue, benvenuta. 

con tutto l'amore che c'è,
zia Carolina